Era arrivato alla Spezia negli anni sessanta, quando all'Enel si reclutava manodopere. Un lavoro forzato che Angelo De Lisi, non gradiva, ma che era costretto a fare. Il suo sogno era però quello di mettere il capello da chef. L'occasione venne nei primi anni sessanta; rilevò con la moglie la trattoria "Nuova Spezia", in viale Amendola, 54 e trasformò il locale al punto di farlo divenire normale ritrovo di società sportive, gruppi di professionisti ed equipaggi di ogni nave. Le mura tappezzate di gagliardetti e ricordi testimoniano la stima che si è guadagnato. Ora per Angelo è arrivato il tanto agognato riconoscimento: con decreto presidenziale ha ricevuto l'onoreficenza di cavaliere della Repubblica.